
E' molto tempo che penso alla possibilità di realizzare una canoa a vela. Mi piace l'idea di vivere questa nuova esperienza. Il WEB è pieno di immagini e di filmati di questo genere di barche.
Decido di partire con un piccolo studio di fattibilità e guardando di qua e di là nasce finalmente l'idea di come realizzarla. Il modello ispiratore è quella che si vede nel disegno; fondo piatto, vela triangolare (ma non ho ancora deciso quale tipo di armo), amas probabilmente realizzato in polistirolo ad alta desita'.
Tutte le realizzazioni generalmente sono eseguite con compensato marino. Io ho optato per una scelta sperimentale (almeno per me) e diversa. Economicissimo compensato 4mm di abete che sarà totalmente ricoperto di vetroresina. In effetti il compensato mi servirà soltanto come forma, rimarrà poi sotto la stratificazione. So che non è il metodo migliore ma ho considerato che il natante non starà sempre in acqua. Poi è la prima esperienza.
Il nome per ora è l'unica cosa certa. Ho scelto Hawaiiki, l'isola paradiso della cultura Maori. Mi fà pensare a belle giornate da trascorrere in mare.
In anticipo alcune immagini. In pentola vi è, oltre il compensato di abete 4mm, resina poliestere, fantasia, misure stabilite da me.
La canoa sarà lunga circa 4.80 mt, baglio massimo 80 cm, altezza fiancate 40 cm. Speriamo bene, il divertimento comunque è assicurato.

Scientia et Ars
cocuzza e olio di gomito
L'avventura continua - Descrizione del metodo
Dopo aver assemblato le sagome preconfezionate con compensato e nastrini di plastica per assemblaggi elettrici, ho cominciato a resinare. Inizialmente ho applicato qualche fazzoletto di lana di vetro e resina all'esterno; ho compreso poi che non serve e sono passato a resinare tutto l'interno, e questa operazione manterrà in forma tutta la struttura.
Come ho premesso, le paratie sono alte 40 cm, il pezzo di prora e poppa è lungo 50 cm, alla base è largo 3cm, in testa è largo 10cm, spessore 20mm in pino. Ho applicato anche due fasce in pino che verranno resinate in modo strutturale per poter rappresentare il punto di appoggio dei due bracci che sosterranno l'amas. Ho resinato prima il fondo con resina poliestere e catalizzatore al 2%, usando insieme un mat da 350 gr al m2; ho resinato anche un bordo che risale sulle paratie per circa 6 - 8 cm. Questo servirà a legarsi con la resinatura delle pratie interne. Lungo queste ultime ho costruito una nervatura di rinforzo. Generalmente per questo tipo di intervento si usa un prodotto simile al polistirolo (ma non è polistirolo, questo con la resina si scioglie). Questo però ha un costo piuttosto elevato. Mi serviva un elemento che mi fornisse la forma della nervatura. Ho pensato al legno ma questo pesa; infine ho provato la canaletta per impianti elettrici 15 x 15 mm, ho visto che sopporta la spalmatura di resina poliestere e così l'ho utilizzata come forma su cui resinare un tessuto di vetro molto leggero che si presta bene ad essere lavorato con sagomature ravvicinate.
Per rinforzare maggiormente l'attacco fondo-paratia, ho pensato di realizzare dei supporti ad angolo i quali andranno avvitati dall'esterno e resinati con lo stesso metodo delle nervature.
Le nervature longitudinali serviranno anche come appoggio per panchette rimovibili su cui sedersi. Con lo stesso metodo ma utilizzando una canaletta 50x30 mm realizzerò la chiglia quando sarò pronto per resinare l'esterno dello scafo della canoa.
Siamo al 23 novembre 2007 e rubacchiando il tempo qua e là ho lavorato circa 5 ore al progetto.
La primavera non ha portato moltissime novità. Non ho potuto lavorare come avrei voluto anche per le temperature. La resina ha bisogno almeno di 12 gradi per catalizzare e molto spesso non si è potuto far nulla durante l'inverno. La pausa di riflessione ha però portato ripensamenti e decisioni. Le canoe polinesiane non hanno una prora e poppa definiti, sono reversibili e per risalire il vento non virano nel senso a noi conosciuto; invertono il senso di marcia fra prora e poppa. L'armo però è complesso. Ho pensato quindi di rimanere sul tradizionale mediterraneo e ho previsto la sede dell'albero verso una delle due estremità. A proravia dell'albero vi sarà un bel gavone stagno di cui si può osservare la chiusura in cartone per ricavare una forma il più esatta possibile. L'albero passerà nel legno che si vede fra il "gavone" ed il sostegno dell'amas e si fermerà in un bicchiere incollato sul fondo. Sarà realizzato un timone tradizionale con una particolarità che mostrero quando sarà realizzato.
E' stata applicata una chiglia robusta resinando sul fondo esterno un tubo quadro da impiantistica elettrica 30 x 40 mm che, successivamente è stato chiuso con resina e polvere di fibra di vetro. Stesso tipo di lavorazione è stata fatta per realizzare una robusta battagliola lungo la parte alta delle fiancate dell'imbarcazione, ma con canaletta 30 x 30 mm.
Strada facendo ho messo a punto l'idea di come vorrei che fosse il gavone col suo coperchio stagno. Inoltre mi è venuto in mente che sarebbe utile avere un posto dove poter mettere eventuali pesci o frutti di mare, o semplicemente roba sgocciolante senza allagare il fondo della canoa. Ho così pensato di realizzare una specie di gocciolatoio, capiente e con fori di scarico. Questo ancora non è resinato e si osserva il nastro da carrozziere che serve a tenere i pezzi a posto durante le prove.
Qui accanto l'immagine dell'amas già impostato. Sono state assemblate le fiancate e i rinforzi interni. Questi sono forati in basso ed in alto poichè una volta chiuso la "tuga" avrà un foro di ispezione e eventuale acqua infiltrata potrà essere esaurita. I fori permetteranno inoltre una ventilazione per togliere l'umidità a tappo di ispezione aperto. L'amas è lungo circa 3.50 mt, bm 35 cm, altezza fiancate 30 cm.
E siamo al ponte festivo del 25 aprile 2008.
IL tutto finalmente comincia a prender forma, e direi che l'insieme non è male. Ho finalmente messo a punto l'idea di come realizzare le due traverse per collegare scafo e amas. Una volta chiuso lo scafetto devo realizzare le traverse per stabilire le altezze e capire come posso applicare un piccolo fuoribordo da 5 HP.
Siamo al 10 maggio 2008